L'ultimo giorno dell'anno.
Inesorabilmente la necessità di fare un bilancio e di preparare nuovi progetti per il futuro bussa alla porta della mia mente. Io, titubante perchè conosco i rischi di queste visite attese, giro la chiave nella toppa e apro con cautela. Apro perchè in questo giorno non riesco a rinunciare ad un poco di nostalgia, di rabbia e soddisfazione nel ricordare i miei viaggi (fisici o mentali), le mie battaglie, le mie vittorie, le mie sconfitte. I sorrisi, gli incontri, le lacrime, gli addii.
E' un dolce cullarsi nella leggera malinconia dei ricordi, che però deve sempre lasciare il passo all'analisi del presente, al collocarsi nel tempo e nell'ambiente, accettando il passato recente, soprattutto quello più difficile, per prepararsi a ripartire con limpidezza e serenità.
Diventa un pretesto per fermarsi cinque minuti a chiedersi su quale strada stiamo, e dove si sta andando, se la rotta è corretta, oppure bisogna aggiustarla un poco, o affrettarsi a calare la scialuppa di salvataggio perchè è troppo tardi e bisogna abbandonare la nave. L'unica cosa sicura è che non si arriva mai, però la direzione può sempre essere scelta e modificata, come d'altro canto cambiano anche i venti.
| Bellissimo dipinto che ho trovato in rete. "Pasqualino Fracasso - Barca a vela" |
No comments:
Post a Comment