Thursday, December 19, 2013

Le primarie

Il weekend dell'otto Novembre si sono svolte le primarie del partito democratico in Italia.
Quasi a sottolineare simbolicamente la mia distanza da questo evento, io me ne sono andato due giorni in Norvegia. 

Certo, non serviva andarsene così lontano, ed è stato un fatto del tutto casuale. Tuttavia devo ammettere che non ho avuto nessun interesse per questo evento, la mia distanza perciò non era solo fisica, ma anche mentale.
 Ciò è strano, detto da uno che ha sempre votato alle primarie del PD, perfino votando talvolta un partito differente alle elezioni. Uno che ha sempre seguito la politica del "voto il meno peggio", piuttosto di quella dell'astensionismo. Uno che ha sempre sentito come sacro il diritto a potersi esprimere sotto forma di voto, pagando pure l'obolo di due euro.

Questa volta però non è stato cosi, e questo mi ha fatto sentire un pò triste, perchè vuol dire che la fiducia e la speranza si sono spente.
La fiducia nella classe politica, e la speranza che il popolo venga degnamente guidato e rappresentato.

Non ho votato ovviamente perchè non vivo in Italia, ma anche perché mi è sembrata una cosa priva di senso. 
Mi spiego meglio: se avessi avuto la voglia/possibilità di andare nel mio buon circolo PD di quartiere mi sarei trovato a dover scegliere tra tre candidati di cui:
- Uno non lo avevo mai sentito nominare prima (Cuperlo) e, informandomi sulla sua biografia e ascoltando brevemente i suoi discorsi (disclaimer: ammetto che non dedico più del 5% della mia giornata ad informarmi sulla politica, ma cerco di organizzarmi con il poco tempo che ho a disposizione) l'impressione che mi ha dato è stata un po' del tipo "Andiamo avanti così, senza mai incrociare le necessità della gente".
- L'altro, Civati mi era stato simpatico nel fatidico giorno del siluramento di Prodi alla votazione per il presidente della repubblica, momento in cui il PD per quanto mi riguarda è morto. Simpatizzavo (e simpatizzo) anche per i pensieri che esprime nel suo blog, però non basta. Perchè uno così bravo e cosi rivoluzionario non si stacca dal PD e corre da solo? perchè insistere a rimanere in un partito che ha praticamente perso la sua natura iniziale e cercare di cambiarlo, quando invece si potrebbe crearne un altro? ma soprattutto, perchè proporsi come segretario, sapendo di andare incontro a sicura sconfitta? La risposta che mi sono dato è questa: per farsi conoscere, farsi un nome ed una reputazione, che verranno buone in una futura competizione per ruoli dirigenziali di questo partito o di un altro.
Non ci vedo niente di male, ed anzi mi sembra un ottima idea, per lui chiaramente, ma non per me.
- Infine il mitico Renzi, l'uomo che mi sta così antipatico che ho partecipato alle scorse primarie quasi solo per non votare lui. Mi sbaglierò, ma l'idea disgustosa che mi da questo personaggio è quella del prototipo di politico che lo fa per sè stesso, non per il popolo. Ad ogni modo, staremo a vedere, io spero di sbagliarmi.

Che rimane da votare? Ovviamente il Pdl e la lega non li considero nemmeno, cazzo, mi sembra vergognoso solo il fatto che esistano ancora; onestamente non riesco a stare a sentire uno come Gasparri o Brunetta per più di un minuto (ecco dopo due righe che ne scrivo mi girano già le palle).
Il nuovo partito di Alfano, NCD (o forse  dovrei dire NC?) nemmeno merita grande attenzione, rimangono Grillo e Sel. Sel, per cui ho già espresso la mia preferenza altre volte, e che difficilmente potrà raccogliere un numero adeguato di voti, ed il Movimento, rivoluzionario alle volte-ridicolo altre, con questo tipo di organizzazione e di contenuti non riesce a dare nessuna sicurezza.

La sensazione è che questa situazione di stallo sia destinata a durare, almeno finchè la rabbia supererà la rassegnazione e, in un modo o nell'altro si riuscirà a ricominciare. Speriamo solo che sia nel modo giusto.






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